Archivio news - CAF Acli

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MyCaf Il nuovo portale dei clienti CAF Acli

06 Settembre 2011

MyCaf
Il nuovo portale dei clienti CAF Acli
MYCAF: tutte le tue pratiche fiscali on-line.

Con la campagna fiscale 2011 CAF ACLI SRL offre a tutti i suoi clienti uno strumento nuovo ed innovativo: MyCaf.
 MyCaf è un portale cui ogni cliente CAF ACLI Srl può accedere ed in cui potrà trovare le copie di tutte le pratiche svolte presso gli sportelli convenzionati CAF ACLI SRL quali, ad esempio:
•             Dichiarazione dei redditi Mod. 730
•             Dichiarazione dei redditi Mod. Unico
•             Dichiarazioni Isee
•             Modelli Red.
 Tramite MyCaf potrete, quindi, visionare, salvare, stampare le Vostre dichiarazioni ogni volta che vorrete senza doverVi recare fisicamente presso l’ufficio CAF ACLI Srl di competenza.
 In più, MyCaf vi offre una comoda agenda on-line riportante le scadenze che Vi riguardano – quando dovete fare la dichiarazione dei redditi, la scadenza del termine per versare l’ICI, etc. In tale agenda potrete inserire tutte gli appuntamenti ed impegni personali che non volete dimenticare: verrete avvisati da una e-mail – e, a breve, da un SMS – all’avvicinarsi dell’evento.
 Non basta: MyCaf vi propone anche una interessante rassegna di novità ed aggiornamenti a carattere fiscale e non solo, per essere sempre aggiornati.
 Accedere a MyCaf è semplice. All’atto della presentazione della dichiarazione dei redditi, o alla compilazione della dichiarazione Isee, comunicate all’operatore il vostro indirizzo di posta elettronica: riceverete immediatamente, tramite e-mail, account e password per accedere al sito http://mycaf.it.

Correggere le dichiarazioni dei redditi

06 Settembre 2011

30/2011 INTEGRATIVI

Correggere le dichiarazioni dei redditi

Ti sei dimenticato di scalare delle spese?...

Puoi ancora correggere la tua dichiarazione dei redditi presentandoti entro il 25 ottobre p.v. con la relativa documentazione. Il CAF Acli provvederà ad esaminare i documenti e, se possibile, elaborerà un modello 730/2011 INTEGRATIVO con il quale potrai recuperare il credito non riscosso, con la prossima busta paga o cedolino pensione, del mese di dicembre 2011.

Ti sei accorto di non aver dichiarato un reddito o di aver inserito un familiare a carico che in realtà non lo era?

Eventuali errori od omissioni possono essere corretti e sanati con un modello UNICO INTEGRATIVO, dalla cui elaborazione verrà determinata l'eventuale imposta non pagata, da versare con ravvedimento ovvero sanzioni ridotte e interessi, entro la scadenza della presentazione della prossima dichiarazione dei redditi 2012.

Nuova sede a Villafranca

10 Gennaio 2012

La nuova sede di Villafranca è in via Quadrato 14/a (stessa via, cambia il numero civico)

I telefoni ririmangono gli stessi Tel.045/7902064 fax 045 6379421

CAF ACLI - SOCIAL CARD: ECCO I REQUISITI PER IL 2012

27 Dicembre 2011

limite Isee non superiore a 6.499 euro per tutti, e limite di reddito non oltre gli 8.666 euro per gli over 70

A partire “da gennaio 2012 i limiti di reddito e i limiti Isee per ottenere la carta acquisti sono stati rivalutati nella stessa misura percentuale stabilita per l’adeguamento delle pensioni al costo della vita (2,6%)”.

La social card, è una carta elettronica prepagata “destinata ai cittadini italiani, residenti in Italia, di età pari o superiore a 65 anni, e alle famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni, in possesso di determinati requisiti. Ogni due mesi viene accreditata sulla carta la somma di 80 euro. Tale importo è utilizzabile per l’acquisto di generi alimentari e farmaci, oppure per il pagamento delle utenze domestiche (bollette di luce e gas)”.

I “requisiti” richiesti sono rilevati tramite l’Isee, vale a dire l’indicatore che permette di valutare la situazione economica delle famiglie considerando il livello di reddito, la composizione del nucleo e l’ammontare di un eventuale patrimonio, fra case di proprietà, titoli azionari e conti correnti. “Per avere diritto alla carta acquisti i requisiti validi per il 2012 sono:

- un limite Isee non superiore a 6.499,82 euro uguale per tutti a prescindere dall’età
- un limite di reddito non superiore a 6.499,82 euro per i cittadini con età compresa tra i 65 e i 70 anni, ed elevato a 8.666,43 euro per coloro che hanno compiuto 70 anni

- è rimasto, invece, il limite del patrimonio mobiliare rilevato nella dichiarazione Isee, valido per tutti i richiedenti, che continua a rimanere fissato in misura non superiore a 15mila euro”.

Bisognerà inoltre tener d’occhio la validità della dichiarazione Isee, che dura per 12 mesi dal momento dell’elaborazione. “In caso di scadenza dell’Isee, infatti l’Inps sospende l’accredito degli importi bimestrali. Per evitare dunque la sospensione del beneficio è necessario provvedere al rinnovo della dichiarazione che può essere richiesta gratuitamente presso il Caf Acli fissando un appuntamento al numero 045 8065550.

Quando si risparmia con la cedolare secca sugli affitti

07 Novembre 2011

In generale, la cedolare secca è interessante, in caso di affitti di libero mercato con l’applicazione dell’aliquota del 21%, per chi ha redditi superiori a 15 mila euro, tenuto conto anche del fatto che, per tutta la durata dell’opzione, il proprietario rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat.
 

In generale, la cedolare secca è interessante, in caso di affitti di libero mercato con l’applicazione dell’aliquota del 21%, per chi ha redditi superiori a 15 mila euro, tenuto conto anche del fatto che, per tutta la durata dell’opzione, il proprietario rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat.

E’ comunque importante tenere presente che, se il reddito assoggettato a cedolare è escluso dal reddito complessivo, su di esso non possono essere fatti valere oneri deducibili e detraibili.

In qualche caso, infatti, avere un’Irpef più alta può servire a recuperare gli sconti fiscali, ad esempio, su spese mediche, interessi su mutui, spese per interventi di recupero edilizio o risparmio energetico. In caso di canone concordato, invece, l’aliquota della cedolare, fissata al 19%, non è sufficiente per rendere attrattiva la nuova tassazione anche per i redditi inferiori a 28 mila euro.

La convenienza inizia sopra questa soglia, a un livello variabile in base a due fattori: il canone e le aliquote dell’addizionale comunale e regionale (ma bisogna sempre tenere conto, come già detto, di eventuali oneri deducibili o detraibili).

In pratica, la soglia di convenienza si abbassa verso quota 28 mila euro quando il fisco locale è più caro o il canone è più basso, mentre il crescere del canone e l’abbassamento delle addizionali hanno l’effetto opposto.

In caso di contitolarità dell’immobile ogni proprietario può effettuare il suo calcolo di convenienza e decidere di aderire o meno al nuovo regime e l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore. In tal caso deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione.

 I locatori contitolari che non esercitano l’opzione sono tenuti al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso o per l’intero importo stabilito nei casi in cui la norma fissa l’ammontare minimo dell’imposta dovuta.

Una peculiarità di questo regime è data dalla possibilità entrare e uscire dalla cedolare secca. Il locatore ha, infatti, la facoltà di revocare l’opzione durante ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata l’opzione.

La revoca deve essere esercitata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento e obbliga al versamento della stessa imposta.

Resta salva la facoltà di esercitare l’opzione nelle annualità successive.

Il locatore, quindi, può annualmente scegliere, in base alla convenienza che si realizza, se:
- usufruire di questo regime e restarci per tutta la durata del contratto e della proroga, o per il periodo residuo di durata del contratto, nel caso di opzione esercitata negli anni successivi al primo, versando la cedolare entro il termine e con i criteri stabiliti per i versamenti Irpef d’acconto e di saldo;
- revocare la propria scelta e tornare al regime ordinario versando l’imposta di registro;
- dopo la revoca, rientrare, negli anni successivi, nella cedolare.

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