Archivio news - FAP Acli

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Censimento 2011

07 Ottobre 2011

Dal 9 ottobre al 20 novembre

15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni

Dalla metà del mese di settembre è iniziato ad arrivare in tutte le case il questionario del Censimento della popolazione e delle abitazioni 2011.Il Censimento è una rilevazione statistica, che viene effettuata ogni 10 anni, utile a contare la popolazione ed a raccogliere informazioni che costituiscono il punto di partenza per individuare adeguate politiche economiche, sociali ed ambientali, mettendo a confronto le diverse realtà territoriali del Paese.
La novità di quest’anno è la possibilità di compilarlo direttamente online: sulla prima pagina del questionario sarà indicata una password che farà accedere a un'area del sito dell' Istat dedicata alla compilazione, attiva dal 9 ottobre, data ufficiale del Censimento.
Si può comunque compilare il questionario cartaceo ricevuto consegnandolo presso l' ufficio postale o nel centro comunale di raccolta fino al 20 novembre. Non vanno imbucati in nessun caso nelle cassette postali.

Per qualsiasi informazione circa la compilazione saranno presenti dal 12 ottobre, presso le nostre strutture, qui di seguito elencate, i nostri volontari. Contattare il 045.8065550

- Circolo Acli Verona Sud Ovest in via Colombara 7/a a Verona S, Lucia

- Sede Provinciale via Interrato dell'Acqua Morta 22

- San  Giovanni Lupatoto p.zza V. Emanuele 102

- Bussolengo via De Gasperi 20

- Zevio via Pio X 1 Chiamare al 045.7850658

INTEGRAMUS

17 Agosto 2011

 

“INTEGRAMUS il 16 settembre 2011 - ore 20,30 - chiude con un concerto,sotto alcuni aspetti "originale", l'estate del Centro socio ricreativo di via Velino con un programma di qualità, in cui l’alto profilo della proposta si intreccia al suo appeal popolare.

 

 

 

Partendo dal felice ricordo della musica di un tempo, è nata in seno alla nostra associazione l’idea di INTEGRAMUS, una iniziativa musicale finalizzata a ricucire le relazioni intergenerazionali tra giovani e anziani di questo territorio.
Il Centro – ricreativo di via Velino, che sempre é stata attenta a garantire azioni dirette di socializzazioni di benessere fisico e mentale, volte a combattere l'isolamento e l'emarginazione delle persone anziane, ha così voluto dedicare una intera serata alla musica.
Musica, è sufficiente evocare questa parola per sviluppare nella mente dell'anziano un richiamo gioioso alla gioventù e nel giovane voli pindarici, libertà e divertimento.

 

 

 

 

 


 

Amministratore di sostegno

01 Luglio 2011

L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO:

questo sconosciuto!!

 

E’ gia da diversi anni che è in vigore la legge 6/2004  nata con lo scopo di proteggere le “persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana”

In una società dove gli anziani costituiscono una bella fetta della popolazione, la normativa era quanto mai opportuna in quanto, come sappiamo, non tutti i nostri anziani hanno la fortuna di rimanere in possesso delle loro piene capacità.

Nei fatti, a parte i pochi addetti ai lavori, non tutti sono a conoscenza che a favore del disabile, nel senso di non esser in un dato momento in possesso pieno di tutte le abilità, possono essere predisposti, caso per caso, “interventi di sostegno temporaneo o permanente”. specifici programmi che hanno piena valenza giuridica.

Una forma di tutela che, rifiutando la logica ghettizzante dell’infermità mentale, per la quale, in via eccezionale è prevista la completa interdizione, fornisce, con l’Amministratore di Sostegno, una “adeguata protezione” a quelle persone  che, a causa di menomazione fisica o psichica  anche solo temporanea, si trovino nell’impossibilità di provvedere a seguire i propri interessi.

L’Amministratore di Sostegno, in sostanza, oltre che difendere gli interessi e proteggere la persona beneficiaria , l’aiuta a soddisfare i bisogni, le richieste, le scelte e, perché no,  ad esprimere eventuali dissensi

Quindi non solo si interessa della  “cura e  conservazione del patrimonio” ma gli offre anche un sostegno alla realizzazione delle migliori condizioni di vita quotidiana, in quanto persona.

Un percorso, un progetto predisposto e verificato periodicamente dal Giudice tutelare.

Spetta al Giudice ,su istanza di un familiare,dei responsabili dei servizi sanitari e sociali, ecc, la nomina dell’Amministratore di Sostegno

L’aspetto sicuramente innovativo di questa legge è che sostituisce alla logica totalizzante del divieto e dell’annullamento, tipica del giudizio di incapacità di agire (con conseguente interdizione/inabilitazione), quella flessibile e comunque rapportata all’impedimento anche solo momentaneo, sicuramente più umana e più rispettosa della persona.

Si aggiunga che il progetto, oltre al disabile e all’Amministratore di Sostegno, coinvolge anche tutti coloro che a vario titolo rientrano nella rete del sostegno, quali ad esempio:

  • i responsabili dei servizi sanitari e sociali, dei servizi sociali per disabili e anziani del comune e/o dell’ULS oltre che  dei centri di salute mentale;
  • di tutte quelle persone e servizi che per competenza territoriale e funzionale sono chiamati a fornire supporti di assistenza e/o cura interventi di sostegno;
  • il medico di famiglia
  •  gli stessi familiari

Detto che la nomina dell’Amministratore di Sostegno, nel migliore dei casi, può essere riferita ad un familiare, si sottolinea il fatto che il servizio viene prestato a titolo gratuito o comunque sottoforma di volontariato da persone che comunque godono della fiducia del Giudice.( In determinate situazioni può però essere riconosciuto un contributo spese.)

Il problema è oggetto di studio e di riflessione.

L’impegno della FAP è quello di sostenere processi e percorsi che favoriscano lo sviluppo umano e di autonomia delle persone che, a causa di infermità, non sono in grado di badare a sé  stessi ed hanno necessità di essere temporaneamente sostituite nella gestione dei loro interessi: fra questi sicuramente molti anziani. La FAP, a breve, intende proporre all’opinione pubblica la discussione, con un Convegno e/o di alcune serate di riflessione,  su questa figura giuridica, quale l’Amministratore di sostegno, molto innovativa ma ai più poco conosciuta.

 

Andrea Salandra

Non autosufficienza, il piano nazionale è urgente

06 Aprile 2012

è tempo che il governo passi dalle parole ai fatti e si adoperi per definire nel più breve tempo possibile un piano nazionale per la non autosufficienza che dia risposte concrete a tutti quegli anziani che vivono in una condizione di progressiva precarietà economica e personale e servizi e risorse di sostegno alle loro famiglie.
 

Il ministro Fornero ha recentemente riconosciuto che la questione della non autosufficienza è gravissima.
Allora è tempo che il governo passi dalle parole ai fatti e si adoperi per definire nel più breve tempo possibile un piano nazionale per la non autosufficienza che dia risposte concrete a tutti quegli anziani che vivono in una condizione di progressiva precarietà economica e personale e servizi e risorse di sostegno alle loro famiglie.
La situazione di vera emergenza sociale nasce per colpa delle scelte operate dal precedente governo che ha azzerato totalmente il fondo nazionale e ha lasciato da sole quasi 3 milioni di persone, soprattutto anziani, senza alcuna forma di supporto. Bisogna dire anche che molte regioni, a cui ipocritamente è stato tutto delegato, non hanno fatto la loro parte.
Il mancato finanziamento da parte dello Stato ha aperto sin dallo scorso anno un fronte con le Regioni, che in parte hanno infatti adottato un pericoloso disimpegno dal finanziamento.
In attesa di una generale riforma del fondo sanitario nazionale che, come promettono da tempo i ministri del Welfare, possa considerare anche il settore della non autosufficienza, superando la politica dei fondi settoriali da rifinanziare ogni anno, la situazione appare drammatica.
L'unico modo per uscire da questa impasse è ragionare tra tutti i soggetti sociali interessati in direzione di una "legge quadro", che metta in rete e renda strutturale l'intervento sul tema della non autosufficienza. Il welfare e l’assistenza domiciliare integrata delle persone più fragili debbono tornare al centro dell’agenda politica di questo paese e tocca al governo di ripristinare quei diritti universali di cittadinanza che per troppo tempo sono stati calpestati e non rispettati.
Da parte della Fap Acli - mentre avanziamo le nostre proposte sulla condizione di non autosufficienza e sui temi collegati dei Lea (Livelli essenziali d'assistenza), dell’Isee e della social card - accentueremo iniziative di mutualità e convenzioni, a partire dai conti correnti per i quali garantiremo condizioni favorevoli in collaborazione con il mercato.

Pasquale Orlando segretario nazionale fap acli

 

Anziani...A chi?

18 Agosto 2011

SCHEGGE DI MEMORIA…
POMERIGGIO DI MUSICA, POESIA ED ALTRO
20 Settembre 2011- ore 17,00
Centro giovanile Tommasoli
Via Perini 7 - Borgo Santa Croce

SCHEGGE DI MEMORIA…
POMERIGGIO DI MUSICA, POESIA ED ALTRO
20 Settembre 2011- ore 17,00
Centro giovanile Tommasoli
Via Perini 7 - Borgo Santa Croce

Il disagio dei pensionati verso questa manovra finanziaria

07 Agosto 2011

La Federazione Nazionale delle ACLI pronta a scendere nelle piazze Verona 15 luglio 2011

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO FAP NAZIONALE E PROVINCIALE

 

Il disagio dei pensionati verso la manovra finanziaria

 

La Federazione Nazionale delle ACLI pronta a scendere nelle piazze Verona 15 luglio 2011

 

 

             La Segreteria nazionale della FAP ACLI apprezza lo sforzo comune teso ad affrontare l'emergenza finanziaria del Paese dopo il saggio invito del Presidente Napolitano.
Insiste, però, nel far rilevare che troppo alto è il carico che viene messo sulle spalle dei pensionati e dei lavoratori che vedono allargarsi la forbice sociale ai loro danni.
E' necessario - ha detto Pasquale Orlando, Segretario nazionale della FAP ACLI - cercare nel privilegio il tesoretto da dedicare al risanamento e alla crescita lavorando all'ipotesi di una patrimoniale sulle grandi rendite e i grandi patrimoni non produttivi che non generano lavoro.
La FAP ricorda l'emergenza della non autosufficienza e la necessità di una riforma dell'assistenza capace di sostenere la vita ed i consumi di milioni di pensionati poveri e in via di impoverimento". Il governo ha prorogato di un ulteriore anno il blocco del trattamento economico della Pubblica Amministrazione e sul fronte della previdenza tutti lasceranno il lavoro più tardi, - rincara Francesco Roncone responsabile della segreteria di Verona - le pensioni, dalle 1000 euro netti in su, subiranno un taglio dell'adeguamento al costo della vita; resteranno più a lungo al lavoro anche coloro che, dal prossimo gennaio, raggiungeranno 40 anni di contributi. Mentre si dovranno pagare in più 10 euro di ticket per ogni ricetta per l’assistenza ambulatoriale specialistica, ma a fare spesso richiesta di questo tipo di assistenza sono sempre loro: gli anziani pensionati meno agiati. Le accise sui carburanti restano alti ed ancora una volta sarà la fascia sociale meno agiata a pagarne le conseguenze.
Una vera e propria macelleria sociale a danno dei cittadini, un esborso di circa 1000 euro all'anno a famiglia mentre si salvaguardia, ancora una volta, la casta.
– prosegue Roncone - I “nostri” parlamentari hanno preferito equiparare i propri stipendi, ma dalla prossima legislatura, ai sei paesi più ricchi dell'Unione europea.
I rimborsi elettorali saranno ridotti solo dalla prossima legislatura, le auto blu saranno ridimensionate solo dal prossimo anno, i finanziamenti ai partiti appena sfiorati mentre e le Province salvate in extremis ma, dulcis in fundo, e non più tollerabile, la madre di tutte le vergogne: i vitalizi agli ex parlamentari. Doveva essere la base su cui partire, il buon esempio all'insegna dell'austerity dato dalla politica e invece siamo loro prigionieri.
Orlando - La Segreteria nazionale invita tutti gli iscritti attraverso le articolazioni provinciali e regionali a partecipare alle tante iniziative unitarie che da nord a sud stanno caratterizzando il disagio dei pensionati verso una manovra necessaria e urgente che resta ingiusta.

La Federazione Anziani e Pensionati boccia questa manovra

06 Agosto 2011

 


LA FEDERAZIONE ANZIANI E PENSIONATI BOCCIA QUESTA MANOVRA
“Avevano annunciato grandi tagli ai costi della politica ad iniziare dal vitalizio dei parlamentari ma tutto
viene rimandato alla prossima legislatura…”

 


Verona 6 luglio 2011 - La scelta di rimandare ai prossimi due anni il grosso del risanamento dei conti ci preoccupa molto. Per Francesco Roncone, segretario provinciale della Federazione Anziani e Pensionati di Verona, associazione sindacale delle ACLI, la manovra è iniqua e non risolverà i problemi economici dell’Italia.
Ci aspettavamo dei segnali forti, - ribadisce Roncone - per iniziare, segnali che, anche se irrilevanti sul piano finanziario, avrebbero dato più forza a delle scelte impopolari che inevitabilmente andavano fatte. Con l’abolizione delle province, il risparmio previsto sarebbe stato di circa 3 miliardi, eliminazione quasi totale delle auto blu ci avrebbero fatto risparmiare altri 5 miliardi, l’eliminazione del vitalizio
ai parlamentari e ai consiglieri regionali (circa 168 milioni) insieme all’eliminazione degli enti inutili e sprechi evidenti avrebbero portato, nelle casse dello stato, in due anni, altri 24 miliardi. Ma ancora una volta si colpiscono i pensionati, la povera gente. A pesare sulle
famiglie sarà l'aumento dei tickets nella sanità, la mancata indicizzazione delle pensioni sopra ai mille euro, un imposta patrimoniale sui titoli dei piccoli risparmiatori, l'aumento dell'Irap su banche ed assicurazioni che verrà ovviamente fatta pagare ai clienti. Regioni, Province e Comuni – continua il Segretario della FAP ACLI - per compensare almeno in parte gli ulteriori 9,4 miliardi di tagli all'anno ai
trasferimenti dovranno aumentare le loro tasse o tagliare altri servizi sociali che andranno a colpire sempre la stessa categoria di persone: i pensionati e anziani.
C’è amarezza e grande incognita – continua Francesco Roncone – finché non si riconosce, nelle politiche sociali, un investimento e non un costo non si ridurranno disuguaglianze ed esclusione e tanto meno non ci sarà sviluppo. Assistiamo invece a una drastica riduzione, circa l’80%, se non cancellazione, di tutti i fondi sociali, che riguardavano la non autosufficienza, i servizi sociali, le politiche per la
famiglia e per i giovani, per l'integrazione degli immigrati, il servizio civile e i servizi per l'infanzia.

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