La testimonianza di Giovanni, volontario da 7 anni

ACLI. Non avevo idea di cosa volesse dire questa sigla, né tantomeno di cosa si occupassero. Mi avevano solo detto “fanno cose di vario genere, magari hanno bisogno di una mano“. Un ottimo inizio, non sapevo nemmeno dove mi stessero mandando! Così, anche un po’ controvoglia, devo ammetterlo, ho superato la porta dell’Ufficio Progetti.

Mi hanno accolto due ragazze, Martina e Francesca, che mi hanno spiegato molto velocemente alcune delle attività che le ACLI stavano portando avanti. In particolare, Francesca aveva appena iniziato il Servizio Civile e cercava volontari per un progetto di doposcuola, Nessuno Escluso.

L’esperienza di volontariato all’interno del progetto Nessuno Escluso

È stato un po’ complicato cominciare. Persone nuove, ambiente nuovo, ragazzini e ragazzone che facevano mille domande, ma soprattutto affrontare il mio carattere chiuso e diffidente. Dovevo abituarmi ad “insegnare”, decidere i diversi approcci da avere nei confronti dei ragazzi, imparare i nomi, cercare di convincerli a cominciare i compiti o a dedicare più tempo allo studio orale per preparare bene le interrogazioni. Questa era la sfida che mi aspettava.

Dopo un paio di settimane mi hanno informato della possibilità di partecipare ad un progetto che si proponeva di favorire l’integrazione tra italiani e stranieri attraverso lo sport. Ho fatto così conoscenza dell’Unione Sportiva ACLI, in altre parole l’ente di promozione sportiva delle ACLI. A poco a poco, ho iniziato ad entrare nei meccanismi del lavoro d’ufficio e dell’organizzazione di gare ed eventi sportivi.

Nel frattempo, anche al doposcuola è diventato più semplice. Ho cercato di inserire momenti di dialogo su argomenti non riguardanti i compiti, come sport, interessi, modi di passare la domenica, in maniera da alleggerire il peso dei compiti e aiutare chi non parlava bene italiano a migliorare. Tra difficoltà e inconvenienti, dovuti soprattutto alla mia scarsa esperienza, sono riuscito a togliermi qualche piccola soddisfazione e a raggiungere dei risultati che non avrei mai immaginato di poter raggiungere. Ho visto i ragazzini migliorare nei compiti e nei voto anche grazie al mio aiuto.

Ma non è stato solo merito mio! All’interno dell’Ufficio Progetti e delle ACLI, ho trovato un ambiente fresco e dinamico, in cui le persone erano e sono sempre pronte a collaborareaiutarsi anche in ambiti che non li interessano direttamente, a consigliarti e supportarti. Ho stretto dei bei rapporti, sono cresciuto e maturato molto, o almeno così mi hanno detto, e a fine progetto, quando mi hanno chiesto di rimanere per un altro anno, non ho saputo dire di no.

La bellezza di fare volontariato attraverso gli occhi di Giovanni

Ormai sono cinque anni che faccio il volontario. Non riesco proprio a capire quei ragazzi e ragazze che quando gli si chiede, anzi gli si offre, l’opportunità di fare del volontariato si tirano indietro dicendo “ma non mi pagano!” e rimangono sul divano davanti alla televisione. Il volontariato non paga in monete e banconote, ma in valori, esperienze e perché no, anche emozioni! E intanto che in questi tempi difficili il lavoro non sempre arriva, perché non concedersi un piacevole intermezzo?

L’obiettivo del progetto Nessuno Escluso è quello di coinvolgere sempre più ragazzi e ragazze, rispondere ai loro bisogni e migliorare, anche a piccoli passi. Perché una delle cose che ho imparato è che, anche facendo del nostro meglio, spesso otteniamo piccoli risultati e consideriamo quanto fatto un fallimento. Non ci rendiamo conto, invece, che quello che consideriamo poco, per altri vuol dire tanto. Spesso la tempesta distrugge tutto il seminato e quello che rimane è solo un minuscolo insignificante seme e lasciamo che il vento si porti via anche quello. Ma è dal più piccolo germoglio che nasce l’infinito.